Comuni
Acciaroli , Futani , Rocca Gloriosa , Agropoli , Gioi , Salento , Alfano , Ispani , Salvitelli , Aquara , Laurino , San Giovanni a Piro , Ascea , Laurito , San Mauro Cilento ,
Atena Lucana , Marina di Camerota , San Mauro la Bruca , Bellosguardo , Moio della Civitella , San Pietro al Tanagro , Bosco , Montano Antilia , Santa Maria , Camerota , Montecorice , San Rufo , Campora , Monte Forte Cilento , Sapri , Cannalonga , Morigerati , Sassano , Capaccio-Paestum , Omignano , Scario , Caprioli , Orria , Serramezzana , Casalbuono , Padula , Sessa Cilento , Casaletto Spartano , Perito , Stella Cilento , Casal Velino , Pertosa , Stio , Caselle in Pittari , Piaggine , Torraca , Castelcività , Pisciotta , Torre Orsaia , Castelnuovo Cilento , Policastro , Tortorella , Celle di Bulgheria , Polla , Vallo della Lucania , Centola , Pollica , Vibonati , Ceraso , Postiglione , Villammare , Cuccaro Vetere , Roccadaspide , Palinuro .
Storia...
Della necessità di tutelare il Cilento dalle speculazioni edilizie e da un distruttivo turismo di massa se ne parlava già dal 1973 (convegno internazionale sui parchi costieri mediterranei, Castellabate). Un primo risultato si ebbe con l'istituzione da parte del Ministero dell'Ambiente di due riserve naturali, rispettivamente sul monte Cervati e sul fiume Calore, per un totale di 36.000 ettari.
Il parco è stato creato nel 1991 con la legge quadro del 6 dicembre n. 394 (Legge Quadro sulle aree protette, GU n.292 del 13/12/1991). Successivamente sono stati approvati provvedimenti per la perimetrazione e zonizzazione con Ordinanza del Ministero dell'Ambiente 4 dicembre 1992 (GU n.300 del 22/12/1992) e del 22 aprile 1993 (GU n.103 del 05/05/1993), oltre che con Decreto Ministro dell'Ambiente 5 agosto 1993 (GU 199 del 25/08/1993).
Con decreto Ministro per l'Ambiente 22 dicembre 1998 (GU n.127 del 2/6/1999) ne è stato approvato lo Statuto unitamente alla attuale perimetrazione e zonizzazione che investono una superficie di 181.048 ettari.
Fauna ...
Il vasto territorio del parco offre alle specie animali una grande pluralità di ambienti. Non deve dunque stupire la ricchezza e varietà degli esemplari presenti: le sole indagini sulle specie di interesse comunitario ne hanno individuate 63. Alcune di queste sono considerate di interesse prioritario: sono Osmoderma eremita e Rosalia alpina, invertebrati, e, tra i Vertebrati, Lupo. Più in generale, si hanno al 2003 circa 600 segnalazioni di specie.
Tra i Mammiferi le più interessanti sono il Molosso di Cestoni, il lupo e la Lontra, poi la Coturnice e la Lepre appenninica, il Savi, un piccolo roditore preda della Volpe e della Martora come l'Arvicola rossastra, o il Topo selvatico e il Topo dal collo giallo, o ancora come il Topo quercino. Queste sono anche le prede del Gatto selvatico, la cui presenza rappresenta un'altra emergenza naturalistica di grande interesse. Non raro è il Ghiro.
Oltre al Molosso di Cestoni, sono presenti numerose specie di pipistrelli, tra le quali Miniottero, Vespertilio maggiore, Vespertilio di Capaccini e Vespertilio di Blyth.
Tra l'avifauna sono diffusi i rapaci come l'Aquila reale, il Biancone, il Falco pellegrino, il Lanario, il Corvo imperiale, il Gufo reale. Di grande interesse è la presenza dell' Astore. Sempre tra i rapaci, Falco pecchiaiolo, Nibbio bruno, Nibbio reale. Tra gli uccelli in generale, comuni sono il Picchio nero, il Picchio muratore e il Ciuffolotto, la Tottavilla, il Succiacapre, il Calandro e l'Averla piccola, la Ghiandaia marina, la Balia dal collare, e nei pressi dei corsi d'acqua il Martin Pescatore, il Merlo acquaiolo e il Corriere piccolo. Infine, occorre segnalare un nucleo svernante del raro Gabbiano corso.
Tra i rettili sono presenti il Cervone, il Biacco, la Vipera e la Natrice. Nelle acque fredde vivono anche Anfibi come la rara Salamandrina dagli occhiali, endemismo italiano, e la più comune Salamandra, poi il Tritone italiano, l' Ululone dal ventre giallo, la Rana appenninica, la Rana agile, e il Rospo. Anche l'idrografia, del resto, è varia e complessa. Sono segnalati gran parte dei Ciprinidi di interesse comunitario, come il Barbo, non autoctono, l'Alburnus albidus e il Vairone, poi l'Odonato ed alla foce del Mingardo il Nono.
Infine, tra gli invertebrati Rosalia alpina, Oxygastra curtisii, Cucujus cinnaberinus, Osmoderma eremita.
Geografia ......
La geologia del parco è marcata dalla compresenza di due tipi di roccia predominanti: il "Flysch del Cilento" in corrispondenza del bacino idrogeografico dell'Alento e sulla costa nord, ricco di colori e stratificazioni, e il calcareo dei complessi montuosi interni (Alburno-Cervati) e della parte meridionale, ricco di cavità.
Il profilo orografico è ovunque marcato, spesso aspro. Poche e povere in estensione le zone pianeggianti, per lo più in corrispondenza dei fiumi principali, l'Alento sulla costa e il Tanagro nel Vallo di Diano. Altri fiumi del Parco hanno carattere torrentizio e corso nervoso, come il Mingardo, il Bussento e lo stesso Calore, affluente nel Sele a Nord del Parco, che ne ospita solo il tormentato corso superiore (Gole del Calore). Le cime più importanti sono: Cervati (1898 m, Alburni (1742 m), Gelbison, detto Sacro Monte (1705 m), Motola (1700 m), Monte Centaurino (1433 m), Cocuzzo (1411 m), Bulgheria (1224 m). La costa è bassa dal Sele ad Agropoli, e poi sul litorale tra Casal Velino ed Ascea; altrove, è alta, spesso crivellata di grotte e insenature.
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