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Pertosa
Come si raggiunge: In treno: La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Pertosa sulla linea Lagonegro-Sicignano degli Alburni: sono previsti collegamenti giornalieri con autobus in servizio sostitutivo per Battipaglia e Lagonegro. In auto: Dall'Autostrada A3 Sa-RC, uscita PETINA (in direzione Nord) o uscita POLLA (in direzione Sud) ed immettersi sulla s.s.19 e continuare fino al bivio per Pertosa. In aereo:- Aeroporto di Napoli. Distanza da Capodichino Km. 143, raggiungibile con treno o autobus. |
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Pertosa |
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| Stato: |
Italia
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| Regione: |
Campania
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| Provincia: |
Salerno
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| Coordinate: |
40°33'0?N 15°27'0?E? / 40.55, 15.45 |
| Altitudine: |
310 m s.l.m. |
| Superficie: |
6 km² |
| Abitanti: |
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| Densità: |
121 ab./km² |
| Frazioni: |
Muraglione |
| Comuni contigui: |
Auletta, Caggiano, Polla |
| CAP: |
84030 |
| Pref. tel: |
0975 |
| Codice ISTAT: |
065093 |
| Codice catasto: |
G476 |
| Nome abitanti: |
pertosani |
Edicola a San Michele Arcangelo all'ingresso delle grotte
Stazione ferroviaria |
Il nome di Pertosa deriva dalla sua Grotta, e precisamente dal latino pertusus, bucato. I primi abitanti di Pertosa vivevano nella grotta e con il passare dei secoli iniziarono a trasferirsi al di fuori. A causa delle invasioni saracene verso la fine del IX secolo alcuni abitanti della vecchia Pertosa si rifugiarono sulla cima della collina di fronte la grotta in località "Calitria". Il luogo era perfetto perché era ben riparato e permetteva di controllare le vie d'accesso. Verso la metà dell'XI secolo qualche monaco benedettino si stabilì a Pertosa: i benedettini bonificarono la zona e diffusero su vasta scala la coltivazione degli olivi che ancora oggi sono presenti. In questo periodo i benedettini si arricchirono notevolmente tramite molte donazioni: nel 1092 gli venne donato il Casale di Pertosa, nel 1137 un mulino, nel 1180 e nel 1183 la grotta.
Nei primi decenni del 1300 Pertosa rimase quasi completamente spopolata ma non si hanno notizie certe sulle cause, se per pestilenza o per un terremoto. Intorno al 1500 alcuni contadini di Caggiano tornarono a dimorare a Pertosa aggiungendosi a quei pochi rimasti e nel 1570 tornarono anche i benedettini che ricostruirono il monastero. Pertosa ritornò a splendere, era un casale di Caggiano. Anche a Pertosa s'innalzò l'Albero della libertà nel 1799 e vennero eletti il Municipe e il consiglio dei 6, ma questa esperienza fallirà: in seguito gli irregolari di Gerardo Curcio di Polla con gli abitanti di Pertosa pestarono il Municipe. Nel 1829 Pertosa rivendica l'emancipazione da Caggiano che gli viene accordata con un decreto Reale il 20 marzo 1829.
A partire dal 1° gennaio 1830 Pertosa iniziò ad operare con un'amministrazione autonoma. Il primo sindaco di Pertosa fu Biase Jasimone. Nel 1838 Pertosa richiese di avere un mercato per il giovedì. Sul finir del 1900 il Dott. P. Carucci iniziò ad esplorare la grotta rinvenendo molti reperti classificati nel suo libro "La Grotta preistorica di Pertosa". Grazie alle sue grotte, Pertosa oggi è un centro turistico molto importante e molte attività lavorative e ricettive si stanno sviluppando nei suoi pressi. |
Eventi e feste tipiche
Negro Festival
Dal 1996 ogni agosto si svolge nel piazzale delle Grotte di Pertosa la rassegna di musica etnica "Negro Festival", una manifestazione che richiama migliaia di giovani da tutta l'Europa.
Sagra del carciofo bianco di Pertosa
Degustazione del carciofo e di molti prodotti tipici pertosani con vino nostrano, accompagnato dalla musica di vari artisti salernitani e da varie mostre.
Grotte di Pertosa
Le Grotte di Pertosa o Grotte dell Angelo si trovano nella località Muraglione (a circa 2 km dal paese), nei pressi della SS 19. Nei pressi di esse scorre il fiume Tanagro ed un sentiero in zona (che porta alla stazione) è inserito fra i "sentieri CAI". Si trovano nella catena degli Alburni a 500 metri dal paese di Pertosa e si snodano per circa 3000 metri. Sono le più estese della regione Campania, seguite da quelle di Castelcivita; e studiosi ne fanno risalire le origini a circa 35 milioni di anni or sono.
Le Grotte di Pertosa si caratterizzano per la particolarità delle stalattiti e delle stalagmiti che creano rappresentazioni fantastiche. Un'altra particolarità di queste grotte, molto visitate anche da turisti stranieri, è che per visitarle occorre attraversare su delle tipiche imbarcazioni un laghetto originato dal fiume Negro, sono le uniche in Italia ad avere queste caratteristiche. Durante la seconda guerra mondiale le grotte diedero rifugio alla popolazione di Pertosa che vi si nascose per difendersi dai bombardamenti.
Alcune scene del film "Il fantasma dell'Opera", di Dario Argento, sono state girate all'interno delle grotte.
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